Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2025
  LA SPERANZA NON DELUDE. BUON 2026! Per tanti è un po’ la Sera dei miracoli di Lucio Dalla. La sera « della luna che sta per cadere/e la gente corre in piazza per andare a vedere ». Una sera « così dolce che si potrebbe bere ». Come un calice di spumante stappato non appena la lancetta dei minuti entra nel primo quadrante di una “nuova storia”.  Perché sì, crediamo che l’ultima sera dell’anno sia miracolosa. Una sera carica di promesse e di buoni propositi, di attese che alimentano i nostri desideri. E allora vai con il vino rovesciato sulla tovaglia, perché “porta bene”. Vai con cotechini e zamponi su letto di lenticchie, perché “portano soldi”. E tutti ben abbigliati e in ghingheri con sciarpe, cappelli, cravatte, giacche, maglioni, vestiti e lunghi abiti rossi, perché “sono di buon augurio”.  E alla fine, anche chi pensa siano solo sciocchezze o stupide superstizioni si piega a questi rituali, perché non si sa mai. “ Non è vero... ma ci credo ”, diceva Peppino De Fil...
  ADIEU, BRIGITTE! E Dio creò la donna… e poi la richiamò a sé. Piaceva a tutti, piaceva a troppi, come ricordava quel titolo che la consacrò alla gloria internazionale. B come bella. B come bionda. B come bambina. B come birichina. B come Brigitte. B come Bardot.  BB ci ha lasciati. È tornata a quel Paradiso da cui un bel dì discese “a miracol mostrare”, con la sua carica di ingenua sensualità, di sorridente leggerezza e quel lato malinconico che nell’ultima parte della sua esistenza la spinse a scegliere la solitudine e l’affetto dei suoi amici pelosi per ritrovare la parte più autentica di se stessa. Quella che la Costa Azzurra, Saint-Tropez, i bikini pastello sulla pelle dorata, gli scandali al sole e i riflettori del cinema avevano tenuto celata agli occhi del mondo. Occhi a cui mancheranno la sua leggerezza, la sua malinconia e il suo seducente candore. Occhi che si leveranno al Cielo e oseranno gridare: BB , ora pro nobis ! Come Totò e Macario, monaci cercatori, ...
  AMA E... FESTEGGIA COME VUOI! “ Ve ringrazio de core, brava gente, pé ‘sti presepi che me preparate, ma che li fate a fa? Si poi v’odiate, si de st’amore non capite gnente… Pé st’amore sò nato e ce sò morto, da secoli lo spargo dalla croce, ma la parola mia pare ‘na voce sperduta ner deserto, senza ascolto. La gente fa er presepe e nun me sente; cerca sempre de fallo più sfarzoso, però cià er core freddo e indifferente e nun capisce che senza l’amore è cianfrusaja che nun cià valore.” ( Er Presepio) Trilussa, il presepe e Gesù. Sì, Gesù. Perché è proprio lui, in questi versi, a dire basta. Basta a un Natale fatto di tanta apparenza e poca sostanza. Trilussa parla addirittura del presepe, l’espressione massima del Natale più puro, quello cristiano. D’altra parte, il poeta romano nacque nel 1871  e morì nel 1950, molto prima che arrivassero la  Coca cola , Babbo Natale, l’abete vestito a festa e compagnia cantante. Ma il fatto che Trilussa pa...
  LE MISERIE DEI SOLITI IGNOTI (VENT’ANNI DOPO) « Gente come noi nun ce può stare con questa malavita miliardaria assassina. Ma mica è vero che un ladro è come un altro. Questi seminano la morte! A noi ce pareva chissà che quanno...zac!…riuscivamo a frega’ mille lire. [… ] Sapessi quante volte ci penso a quei tempi: Capannelle e Dante Cruciani, e tu cognato… e il povero Cosimo che andò a fini’ sotto al tramve, allora se rischiava de brutto! La malavita dal volto umano! Quanti anni de galera per uno scippo fatto in bicicletta, anzi a piedi!  Daje a core, un fiatone! ». Sta tutto qui, in questo monologo, ambientato su un treno Trieste-Roma, accompagnato dalle musiche di Nino Rota e recitato dalla voce pastosa e malinconica di Marcello Mastroianni, il senso profondo di questo film. I soliti ignoti vent’anni dopo -  regia di Amanzio Todini, sceneggiatura di Age e Suso Cecchi D’Amico -, quarant ’anni fa nei cinema,  è l’ultimo capitolo di una trilogia mai riconosciu...