Passa ai contenuti principali

BUON COMPLEANNO, ANNA!


Non c’è ragazzino cresciuto tra gli anni novanta e i primi anni duemila a non essersi innamorato di lei. La principessa delle favole, la “reginetta” delle fiction che l’hanno elevata su un piedistallo da cui non è mai scesa. Perché Anna Valle, mezzo secolo di vita oggi, è rimasta sempre fedele a se stessa. La ragazza sorridente. L’amica dolce e carina. La fidanzata ideale. La moglie innamorata. 



Bella, elegante, di classe, incoronata dea della bellezza a Miss Italia 1995, modella e attrice di fotoromanzi, Anna Valle si è affacciata sul piccolo schermo coi suoi lunghi capelli scuri, un sorriso difficile da dimenticare e la discrezione che l’ha sempre contraddistinta. Aveva poco più di vent’anni quando la sua grazia e la sua allegria iniziarono a far battere i cuori degli amanti degli sceneggiati divenuti ormai fiction. È stata Paola, la bella studentessa che lavora come cubista, baby-sitter e  in una boutique per pagarsi l’università (ma che in realtà aspetta soltanto il “principe azzurro”, che arriva) in Commesse. È stata Mirella, la premurosa insegnante di un gruppo di ragazzini che derubano la banca del paese per permettere a un loro compagno di operarsi al cuore in Tutti per uno. È stata Margherita, la dolce “maestrina dalla penna rossa” partorita dall’estro di De Amicis in Cuore. È stata ancora Anna Ferraris, maestra, madre e compagna di uno straordinario Neri Marcoré  nello spaccato di una Italia un po’ bigotta e un po’ rivoluzionaria in Questo nostro amore. E potremmo citare tanti altri titoli, serie e miniserie che hanno visto Anna Valle stupirci con fascino e talento. Ma soprattutto con quella riservatezza e quel candore che non ha mai perduto in tutti questi anni. La televisione le ha dato tanto, il cinema meno, il teatro le ha fatto scoprire una dimensione artistica diversa, più intensa e coinvolgente. Quella ragazza sorridente premiata con la fascia della “più bella d’Italia” trent’anni fa è diventata una donna matura e consapevole, una madre e una moglie riservate, una persona e una attrice autentiche. Di questo, però, non ha mai avuto dubbi nessuno. Soprattutto quei bambini che, pur avendo perduto l’innocenza di un tempo, continuano ad essere rapiti dalla malia dei suoi occhi e da quel sorriso che, un po’ come il loro sentimento per lei, non invecchia mai. Buon compleanno, Anna!

A.M.M.


 


Commenti

Post popolari in questo blog

  BUON COMPLEANNO, URSULA! L’immagine di lei, che esce dall’acqua in bikini bianco, raccogliendo conchiglie e canticchiando una canzone, mentre Sean Connery, polo azzurra e pantaloni carta da zucchero, la guarda estasiato, è diventata leggenda. Perché Licenza di uccidere , 1962, debutto sul grande schermo di 007, l’agente segreto più famoso del mondo, non sarebbe stato lo stesso senza Ursula Andress. Elvetica, statuaria, seducente e ingenua allo stesso tempo nello sguardo, la Andress è stata anche coraggiosa e piena di iniziativa. Dal Canton Svizzero a Parigi, per studiare arte, fino a Roma, la città che ha sempre amato. Dalle passerelle della moda alle copertine di Playboy . Dagli amori tormentati (anche col “giovane bruciato” James Dean) ai grandi ruoli sul grande schermo. Dall’esordio con Steno in Un americano a Roma , accanto ad Alberto Sordi, a Elio Petri che la affiancò a Marcello Mastroianni n e La decima vittima , fino alle produzioni internazionali tra Elvis Presley, ...
LILIANA RIMINI, LA MERAVIGLIA DI UN SOGNO « Non sembra ma ho tanti, tanti anni e tante esperienze […] di coraggio e di forza ». Non sembra, per davvero, osservandola nella sua figura minuta, nel suo sguardo limpido, da anziana rimasta bambina nell’animo, con la capacità di “filosofare”, come avrebbe detto Aristotele, ovvero di guardare il mondo con gli occhi della meraviglia. Liliana Rimini, classe 1929, milanese doc, esuberante ed elegante in un tailleur bianco e nero sembrava una ragazzina nel paese dei balocchi martedì mattina, quando all’Ospedale Antonio Cardarell i di Napoli, frutto dell’estro, della passione e dell’impegno del suo papà, l’architetto Alessandro Rimini, ha visto prendere forma quel sogno custodito per anni in un cassetto e ormai quasi assuefattosi alla polvere del tempo e del rimpianto mai svanito.  Liliana Rimini. Il suo papà, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, soprintendente ai monumenti di Trieste e Venezia Giulia, uno degli architetti più br...
  L’UMANITÀ NEGLI OCCHI DI CHERNOBYL Me li ricordo, i bambini di Chernobyl. Gli esuli di una catastrofe che distrusse villaggi, svuotò case, cambiò per sempre vite. Me li ricordo, quei bambini, perché ero bambino anche io. Dieci anni dopo quel disastro del 26 aprile 1986, quando uno dei reattori (il numero 4) dell’orgoglio sovietico, spauracchio atomico in una Guerra Fredda ormai in via di scongelamento, esplose incendiando i cieli socialisti ai confini con l’Europa, alcuni di quei bambini li conobbi.  Vennero nella mia città, coi loro capelli biondi, la loro spensieratezza che era anche la mia, ma una strana luce negli occhi che celava qualcosa dietro l’allegria ritrovata. Quell’esplosione nucleare, quel terremoto chimico che si aggiunse ai movimenti tellurici politico-socialisti tra perestrojka e “operazione trasparenza” ( glasnost ) sotto l’egida di Gorbaciov, aveva tolto loro il futuro. Quel futuro che meritano tutti i bambini del mondo. Chissà che fine hanno fatto...