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BUON COMPLEANNO, MILENA!


Per molti è ancora oggi semplicemente la Pina, la donna emaciata, amorevole e servile, moglie devota del ragionier Ugo Fantozzi che lei “stimava moltissimo”. Per tanti, invece, è la raffinata, antipatica e snob Enrica, consuocera (e poi moglie) di Libero Martini/ Lino Banfi e nonna di Maria, Ciccio e Annuccia nella fiction Rai  Un medico in famiglia. Ma racchiudere oltre cinquant’anni di carriera in due ruoli, per quanto artisticamente perfetti e molto amati, sarebbe un grave sgarbo nei confronti di un’attrice che, quasi ispirandosi alle sue apparizioni cinematografiche spesso defilate o secondarie, non ha mai ostentato alcunché. 



Nata a Roma novant’anni fa da un diplomatico montenegrino e una pianista italiana, Milena Vukotic ha trascorso la sua infanzia e l’adolescenza tra le principali capitali europee. Comincia a esprimersi con la danza, perfino tra le fila dell’Opera di Parigi, studia pianoforte, ma alla fine è la recitazione a rapirla. Dopo la visione de La strada di Fellini, Milena Vukotic capisce che la “sua” è quella del cinema. Ha lavorato con i più grandi, di ieri e di oggi: da Mauro Bolognini a Pupi Avati, da Ettore Scola a Ferzan Özpetek, da Dino Risi e Mario Monicelli fino a Luis Buñuel passando per lo stesso Federico Fellini. Ma la sua leggerezza, la sua classe, forse, le ha espresse appieno soltanto in palcoscenico, dove ha lavorato con Strehler, Zeffirelli e Cocteau rivelando una intensità quasi eterea, in corpo e spirito. E che il teatro sia, probabilmente, la sua passione più grande, nonostante una intensa e pluripremiata carriera cinematografica (coronata da un David speciale alla carriera lo scorso anno), lo dimostra il fatto che abbia deciso di celebrare questa cifra tonda sulle quinte del Teatro Franco Parenti di Milano, dove debutta questa sera con la prima di Lezioni d’amore di Andrée Ruth Shammah. Ma non sentiamoci in difetto se al netto di tutto ciò noi continuiamo a considerarla come la moglie dimessa del ragioniere più sfigato d’Italia o come eccentrica nonna alto-borghese rompiscatole che si infarcisce la bocca di anglicismi e francesismi e regala battute raffinate in risposta a quelle decisamente più grossier (parole sue) del nonno Banfi. A lei tutto questo fa sempre e comunque piacere. Perché la popolarità può essere scomoda, ma è anche sinonimo di riconoscenza e di affetto. E per una vera signora, nella scena e nella vita, il calore della gente è il miglior antidoto contro l’ingratitudine del tempo. Buon compleanno, Milena!

A.M.M.

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