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FRANCO BATTIATO, UN SOFFIO NEL SOLE


«Le nuvole non possono annientare il Sole». È una grande verità. Una verità che ci rende consapevoli dell’ineluttabilità della nostra stessa esistenza. La certezza che si cade e ci si rialza, si sbaglia e si rimedia, si commette del bene per sfuggire al male. Che questo Qualcosa che vigila sulle nostre misere vite sia Dio o una realtà metafisica di difficile definizione, poco importa. Ciò che conta è che c’è un Ordine nell’apparente disordine terrestre. 





Tutte queste suggestioni, fortemente presenti in Lode all’inviolato - da cui è tratta la frase iniziale -, sono uno dei regali più belli che Franco Battiato ci abbia fatto. Quando si parla di lui, parlare di musica è quasi riduttivo. Le sue non erano semplici canzoni, anche le più apparentemente pop e commerciali, come Centro di gravità permanente. Esse erano il risultato di una mente alla continua ricerca, che fossero risposte o sonorità ritmiche. E allora mescolava tutto: pop e lirica, misticismo e tecnologia, sacro e profano. Il risultato? Delle poesie in musica, ermetiche in quanto spesso difficili da decifrare, ma anche tali da indurti a riflettere, a cercare di capire, a ragionare su quanto tu stia ascoltando. Ecco, io credo che quel Qualcosa, che dà un senso a tutto dall’alto delle nostre coscienze, ci sia sempre stato anche nella musica di Battiato. Una spiritualità che trascende ogni etichetta per mettere tutti d’accordo. Perché tutti amiamo, tutti soffriamo, tutti cerchiamo di dare un senso a ciò che ci accade. Tutti abbiamo ascoltato, almeno una volta, Battiato e, magari non sapendolo, abbiamo trovato risposte a cui non pensavamo di arrivare mai. Perché Franco Battiato non parlava al corpo ma all’anima, non alla pancia ma al cuore. Un cuore consapevole che «La stagione dell’amore viene e va», ma anche che l’amore vero, quel sentimento superiore che governa tutto e tutto ordina - senza mai scendere a patti col male, ma mettendolo alle strette -, non ha mai fine. L’amore che sopravvive a tutto, anche alla morte, tornando a vivere in quel Sole. Quel Sole in cui Franco Battiato continua a meditare e a fare musica, come sa fare lui. Quel Sole in cui gli ottant’anni che avrebbe compiuto oggi sono soltanto un soffio. Un soffio di vita. Un soffio d’amore, eterno.


A.M.M.


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