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 CARLO TARANTO: CON NINO, FINO ALL'ULTIMA REPLICA


Per anni visse all'ombra del fratello, ma in quella simbiosi perfetta, fatta di battibecchi e scaramucce (in scena, si intende), sul palcoscenico, in televisione e al cinema, Carlo Taranto riuscì a conquistare la sua fetta di pubblico.

È trascorso un secolo esatto dalla sua nascita - avvenuta a Napoli il 28 ottobre 1921 - e la sua figura rischia di cadere nell'oblio. Per il grande Nino Taranto, la famosa "paglietta", l'indimenticato Ciccio Formaggio, la storia è un po' diversa, benché quel tipo di spettacolo lì, fatto di scenette divertenti, risate e doppi sensi (velatissimi), appartiene ormai ad un passato lontano.



Quel passato in cui Carlo Taranto, ancora "scugnizzo", cominciò a muovere i primi passi sul palcoscenico. Suo fratello, di quattordici anni più grande contribuì senz'altro ad inserirlo nel circuito grosso. Iniziò con i teatrini di varietà, poi passò a quelli di prosa e divenne un asso della "macchietta", cantando e recitando. 


Carlo Taranto (a sinistra) col fratello Nino.


Carlo e Nino furono protagonisti di memorabili pièce, spesso riproposte anche in televisione, ma furono anche partner irresistibili sul grande schermo. Alla fine degli anni '40, infatti, Carlo Taranto portò la sua figura esile e minuta sui set delle più belle commedie italiane, diretto da registi come Steno, Monicelli, Giorgio Simonelli e tanti altri.


Carlo Taranto con Dolores Palumbo nella scenetta "I tifosi".

Memorabile la sua interpretazione di "Scarrafone", l'assistente dello stregone De Sica rivale del medico condotto Marchetti/Mastroianni nell'esilarante "Il medico e lo stregone" (1957) di Monicelli. Oppure ancora quella del celebre allenatore di calcio italo-peruviano ne "Il presidente del Borgorosso Football Club" (1970) di Luigi Filippo D'Amico, accanto ad Alberto Sordi.


Da sinistra, Virgilio Riento, Vittorio De Sica e Carlo Taranto ne "Il medico e lo stregone" (1957) di Mario Monicelli.

Tuttavia, fu proprio assieme a Nino che Carlo Taranto diede gran prova di sé anche sul grande schermo, soprattutto in numerosi musicarelli, come il trittico "In ginocchio da te", "Non son degno di te" e "Se non avessi più te" di Ettore Maria Fizzarotti, dov'era il sergente Scannapietra, perennemente vessato dal suo diretto superiore maresciallo Todisco, padre della bella Carla/Laura Efrikian, innamorata del soldato di leva e promessa della musica Gianni Traimonti/Morandi.


In alto, Carlo Taranto con il fratello Nino in "In ginocchio da te" (1964) di Ettore Maria Fizzarotti.
In basso, con Alberto Sordi ne "Il presidente del Borgorosso Football Club" (1970) di Luigi Filippo D'amico".


Ma come tutti i grandi attori napoletani, anche Carlo Taranto rimase per sempre legato alle assi del palcoscenico, che gli regalarono le migliori soddisfazioni personali e professionali. Per anni fu fisso in cartellone al Teatro Sannazaro di Napoli con Luisa Conte e il fratello Nino, col quale fino all'ultimo condivise successi e sofferenze. Una simbiosi destinata a durare nell'eternità, visto che poco più di un mese dopo la morte del fratello, il 4 aprile 1986, anche Carlo, colpito da una emorragia cerebrale, lasciò che il sipario terreno si chiudesse per sempre alle sue spalle, raggiungendo l'amato compagno di mille avventure. Ebbene, immaginando il reiterarsi continuo di punzecchiature, litigi e quant'altro, ci fa piacere ricordarli insieme, Lassù, magari intenti a mettere in scena qualcosa di speciale in onore di Carlo. Sempre uniti, sempre insieme. Fino all'ultima replica.

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