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LEO BENVENUTI, IL NARRATORE DEL SORRISO


 Sono in molti a credere che la grandiosa "commedia all'italiana" sia ormai morta da almeno vent'anni. Tra le tante "cause", la scomparsa di attori e registi che hanno portato al successo un genere che è stato un fiore all'occhiello della cinematografia nazionale. Ma è anche vero che, il motivo principale, è stato soprattutto la scomparsa dei grandi autori. Quelli che io amo definire i "creatori" del cinema italiano. Primi fra tutti, Furio Scarpelli, Agenore "Age" Incrocci, Leo Benvenuti e Piero De Bernardi: produttori di fiumi d'inchiostro che hanno saputo raccontare il Paese con realismo ed ironia. La "ditta" di cui voglio parlare oggi è proprio la "Benvenuti & De Bernardi" scioltasi, con grande rammarico dei più incalliti cinefili, ormai vent'anni fa, con la scomparsa di Leonardo Benvenuti.



Come già detto in riferimento alla sua "metà", Piero De Bernardi (a cui ho già dedicato spazio tempo fa), anche Leo Benvenuti può essere considerato un vero "creatore", avendo scritto le più belle sceneggiature del nostro cinema. Nato a Firenze, l'8 settembre 1923, Leonardo - per tutti "Leo" - Benvenuti, si formò artisticamente a Roma, dove iniziò la sua carriera come illustratore per alcune riviste umoristiche. Successivamente passò al cinema, dove iniziò a collaborare con alcuni registi già alla fine degli anni '40. 


 Leo Benvenuti con Piero De Bernardi (a destra).

                                                                                


Fu però nel decennio successivo che Leo Benvenuti diede inizio alla sua brillante carriera, grazie all'incontro col sopracitato De Bernardi. Entrambi toscani (Bernardini era di Prato), entrambi ironici e geniali, diedero inizio ad una fruttuosa collaborazione durata più di mezzo secolo e iniziata nel 1954, col film "Le ragazze di San Frediano", interpretato dal "Bell'Antonio" Cifariello, diretto da Valerio Zurlini e ispirato all'omonimo romanzo di Pratolini. 






                                                          





Le locandine di alcuni dei più bei film targati "Benvenuti & De Bernardi".





Da allora, la premiata ditta "Benvenuti & De Bernardi" raccontò le più belle storie del cinema italiano, collaborando con i più grandi attori e registi del tempo. Firmarono le sceneggiature di "Guendalina" di Alberto Lattuada, "La ragazza con la valigia" ancora di Zurlini, "Matrimonio all'italiana" di Vittorio De Sica, "L'uomo di paglia" e "Alfredo Alfredo" di Pietro Germi,  "Per grazia ricevuta" di Nino Manfredi, "C'era una volta in America" di Sergio Leone, oltre a numerose pellicole di Mario Monicelli, da "Padri e figli" fino a "Speriamo che sia femmina". Ma Benvenuti e De Bernardi furono anche autori di vere e proprie "perle" della "commedia all'italiana": dalla trilogia di "Amici miei" ad alcuni episodi della saga del ragionier Fantozzi, interpretata da Paolo Villaggio. Importante segnalare anche il sodalizio con Carlo Verdone, per il quale realizzarono numerose pellicole: dal film d'esordio "Un sacco bello", passando per "Io e mia sorella, "Il bambino e il poliziotto" fino a "Gallo Cedrone". Una carriera, dunque, che attraversa tutta l'evoluzione cinematografica italiana, dal Dopoguerra fino agli anni '90, segnata da preziosi riconoscimenti, condivisi con De Bernardi: due David di Donatello e ben sei Nastri d'Argento. Una collaborazione che si interruppe bruscamente il 3 novembre 2000, quando Benvenuti se ne andò, a causa di problemi cardiaci. 

E non è un caso, come già detto, che l'inizio del nuovo millennio segnò la fine di questa gloriosa stagione cinematografica. Tuttavia, il loro immenso patrimonio artistico resta. Immortale come il genio e la creatività di Leo Benvenuti e di Piero De Bernardi, ma anche di altre coppie come Marchesi & Metz, Castellano & Pipolo e i sopracitati Age & Scarpelli. Gli artefici di quel "cinema del sorriso" di cui Leo Benvenuti, ancora oggi, rimane uno dei più grandi narratori.









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