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 COSETTA GRECO: UNA "RAGAZZA" DEGLI ANNI '50


Un viso irregolare, due occhi grandi e pensierosi, un fascino enigmatico. Non è passata alla storia come una "fidanzatina d'Italia" o come una "maggiorata", eppure Cosetta Greco è riuscita a guadagnarsi il suo posto nel panorama cinematografico nazionale, grazie alla sua bellezza così particolare e alle sue doti artistiche. Nata Cesarina Rossi - questo il suo vero nome -, a Trento, l'8 ottobre 1930, ma cresciuta a Venezia, entrò nel mondo dello spettacolo per caso, vincendo un concorso indetto dalla Scalera Film, trasferendosi così a Roma con il fratello Moraldo (che diventerà amico e sceneggiatore di fiducia di Fellini). 



Esordì sul grande schermo giovanissima, nel 1944, in "Addio, amore!" di Gianni Franciolini, ma ci vollero molte esperienze prima di raggiungere il successo, grazie "all'occhio" di Pietro Germi che la scritturò per il ruolo di Lina, moglie di un povero operaio che le avversità della vita hanno reso ladro ne "La città si difende". Era il 1951, e l'inizio di una breve carriera che vide Cosetta Greco farsi un nome nel cinema, lavorando accanto a grandi attori e celebri registi. 


                             Cosetta Greco e Fausto Tozzi in "La città si difende".


                                                                                                                  

Tra i suoi ruoli più noti c'è senz'altro quello di Elena, una delle tre sartine in cerca di marito e felicità nella popolare Roma dei primi anni '50 ne "Le ragazze di piazza di Spagna" (1952) diretto da Luciano Emmer, accanto a Lucia Bosè, Liliana Bonfatti e Marcello Mastroianni. 


   Da sinistra, Lucia Bosè, Liliana Bonfatti e Cosetta Greco ne "Le ragazze di piazza di Spagna."


                                                   

E con quest'ultimo recitò ancora ne "Gli eroi della domenica" (1953), per la regia di Mario Camerini, "Il viale della speranza" (1953) di Dino Risi e "Cronache di poveri amanti" (1954) di Carlo Lizzani, tratto dall'omonimo romanzo di Vasco Pratolini, in cui interpretò la prostituta Elisa. 



In alto, Cosetta Greco e Marcello Mastroianni ne "Gli eroi della domenica".
In basso, con Gabriele Tinti in "Cronache di poveri amanti".


Tuttavia il punto più alto della sua carriera è considerato "I sogni nel cassetto" (1957) di Renato Castellani, accanto a Lea Massari e Sergio Tofano. 


Cosetta Greco (a destra) con Lea Massari ne "I sogni nel cassetto".



                                                                                                      

Ma fu proprio in quegli anni che la sua presenza sul grande schermo cominciò ad affievolirsi. Sposatasi nel 1955 con lo psicologo Mario Cimica - da cui tuttavia si separerà pochi anni dopo -, diradò le sue apparizioni cinematografiche (anche se l'ultima sarà nel 1973, nel western all'italiana "Lo sceriffo di Rockspring" (1972) di Anthony Green, alias Mario Sabatini). Si dedicò soprattutto alla televisione, partecipando a sceneggiati come "Canne al vento" (1958) e "Dossier Mata Hari" (1967), entrambi diretti da Mario Landi.


Cosetta Greco in "Canne al vento".

                                                                                                                                 


 Comunque sia, quel 18 luglio 2002, quando ne venne annunciata la scomparsa (avvenuta in realtà quattro giorni prima), probabilmente sono stati in pochi a ricordarsi di lei. Ma ancora oggi, a novant'anni dalla sua nascita, il suo sguardo triste, il suo fascino conturbante, ne sono certo, sono rimasti nella mente e nel cuore di chi ha visto almeno una volta uno di questi film, che hanno consegnato alla storia la bellezza - molto meno prorompente di Sophia Loren e meno dolce e sorridente di Anna Maria Ferrero, ma altrettanto raffinata e intrigante - e il talento di questa "ragazza" degli anni '50.













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