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FLAMINIA JANDOLO, "L'ANIMA" DEI NOSTRI SOGNI

Non ci poteva essere miglior "scrigno" del suo volto - rotondo e grazioso - per la sua voce: tenera, dolce, ma anche briosa e decisa. Flaminia Jandolo, indimenticabile doppiatrice italiana, è stata senza dubbio la "voce giovane" più utilizzata dal cinema italiano, che seppe anche dare la giusta caratterizzazione a numerosi personaggi del cinema d'animazione.



Nata a Roma l'11 febbraio 1930, la Jandolo proveniva da una famiglia di artisti. Suo padre Mario era un antiquario di Via Margutta. Sua madre, invece, era la nota scrittrice Rina De Felice. Dopo la prematura scomparsa del padre, era ancora una ragazzina quando, spinta dallo zio Augusto Jandolo - poeta romanesco -, venne messa sotto contratto dalla Rai come lettrice di alcuni racconti radiofonici per ragazzi. Proprio lì conobbe il suo futuro marito, il dialoghista Alberto Piferi - da cui ebbe i figli Leonardo e Susanna, anch'essi dialoghisti, e Susanna, assistente di doppiaggio.
Dopo aver frequentato un corso di recitazione diretto da Guglielmo Morandi, venne da quest'ultimo introdotta nella Organizzazione Doppiaggio Italiano (O.D.I.) dove ebbe inizio la sua attività di doppiatrice. Per via della duttilità della sua voce, esordì doppiando un personaggio maschile: Edmund (Edmund Meshke), il ragazzino di "Germania anno zero" di Roberto Rossellini - esperimento, questo, ripetuto anche qualche anno dopo, quando doppiò il piccolo ferroviere ne "I vitelloni" di Fellini. Successivamente, Flamina Jandolo collaborò anche con un'altra società di doppiaggio, l'ARS, per poi passare alla storica C.D.C, nel 1953.



Le principali dive doppiate dalla Jandolo. Da sinistra: Debbie Reynolds, Frances Lee McCain, Diane Baker e Brigitte Bardot.


Nel corso della sua lunga e proficua carriera, numerosissime sono state le dive straniere a cui ha prestato la propria voce: da Debbie Reynolds a  Frances Lee McCain, da Diane Baker a Brigitte Bardot, da lei doppiata proprio nel film che la lanciò come sex-symbol, "Piace a troppi".
 Ma la Jandolo fu anche la voce di "dolci" interpreti del cinema italiano degli anni '50, spesso doppiate come era consuetudine al tempo: da Lorella De Luca a Valeria Moriconi, da Liliana Bonfatti ad Alessandra Panaro. Nel corso degli anni '50, partecipò anche ad alcuni film, ma nulla di particolarmente significativo (fatta eccezione per "Carmela è una bambola", in cui, tra l'altro, era doppiata da Deddi Savagnone).



Da sinistra, Lorella De Luca, Valeria Moriconi, Liliana Bonfatti e Alessandra Panaro, le attrici italiane doppiate con più frequenza da Flaminia Jandolo.

La sua popolarità "vocale", però, è anche legata a numerosi film d'animazione della Disney. Fu la madre del coniglietto Tamburrino in "Bambi", la cagnetta Lilli in "Lilli e il vagabondo", la sorellastra Anastasia in "Cenerentola" e la cagna Peggy ne "La carica dei 101".



  I più noti personaggi Disney "animati" dalla Jandolo. Da sinistra: La madre di Tamburrino e le cagnette Lilli e Peggy, 


 La sua carriera proseguì senza sosta fino agli anni '90. Il 22 maggio 2019, ormai lontana dai riflettori e dalla sala di doppiaggio, Flaminia Jandolo se ne andò ad 89 anni, quasi in punta di piedi, proprio come i più grandi ed umili artisti.
 Anche per questo, in occasione dei suoi mancati novant'anni, ho deciso di dedicarle quest'articolo. Non solo per omaggiare una voce tanto inconfondibile quanto indimenticabile, ma anche per dare un volto - per molti rimasto sconosciuto - ad una donna che, per decenni, ha dato "anima" ai nostri sogni, animati e non.

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