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IL CAMPO VOLO FANTASMA

Un rettangolo di terreno, contornato da monti e racchiuso tra due conche. Una conformazione
perfetta per accogliere aerei in atterraggio e decollo. Si trova a Magorno, frazione di Montesano Sulla Marcellana (SA), nel Vallo di Diano.



Questa valle, nel 1943, per pochi mesi, ha ospitato un campo d'aviazione nazista. Ho avuto occasione di visitare il luogo circa tre anni fa.
Percorrendo a piedi la valle, l’emozione è forte. Il terreno, oggi erboso, è perfettamente
orizzontale. Probabilmente è stato livellato, ma la particolare forma delle due conche, alla testa e alla coda del campo - che sembrano esser state realizzate apposta per l’uso - sono del tutto naturali. Inoltre, la direzione del vento da una conca all’altra si prestava bene alle operazioni di decollo e di atterraggio. Il campo - almeno fino a qualche anno fa - è rimasto inalterato. La zona è paludosa.
Nei periodi più piovosi dell’anno il terreno è sommerso dall’acqua, il cui livello può sfiorare anche i quattro metri. Questo ha fatto si che l'area rimanesse intatta ed utilizzata solo per il pascolo animale (tra l’altro oggi molto ridotto).

In foto, le conche poste alla testa (a sinistra) e alla coda (a destra) del campo. Le frecce indicano le direzioni di atterraggio (a sinistra) e decollo (a destra) dei velivoli.



Ma questo è stato un bene. Infatti ancora oggi sono visibili i segni di quell’occupazione. Sulla superficie del terreno sono  presenti delle enormi buche, provocate dai bombardamenti americani che costrinsero i nazisti ad evacuare il campo. Probabilmente, al di sotto della superficie del terreno potrebbero esserci ancora ordigni inesplosi. Già sono stati rinvenuti, nel tempo, ingranaggi e componenti varie di aerei del tipo Messerschmitt BF 109, famoso velivolo leggero utilizzato nella Seconda Guerra Mondiale.


                                                       Le buche provocate dai bombardamenti degli Alleati, rimaste pressoché intatte negli anni.


Alcuni contadini del posto - bambini all'epoca della guerra - hanno ancora un ricordo vivo dei soldati.
"Erano gentili con noi bambini, ci facevano salire sugli aereoplani quando erano sul campo" - racconta una signora. "Ad una donna che abitava qui vicino, alla quale si era gonfiato il dorso della mano per via di un'infezione, un ufficiale medico voleva dare una medicina…La signora aveva paura, pensando volesse avvelenarla e lui per rassicurarla della sua buona fede la ingerì per primo". A pochi passi dal campo - dove vi è un abbeveratoio per animali con una fontanella - vi era invece il campo base dei soldati tedeschi. Testimonianze dicono si trattasse di un accampamento mobile. Poche tende e attrezzature (telegrafi e telefoni da campo). Dopo l’8 settembre del '43, con l’Armistizio, il campo venne poi evacuato per sfuggire agli attacchi Alleati, probabilmente gli stessi che hanno lasciato i segni ancora visibili sul terreno.
Ancora oggi, però, passeggiando per quella valle, si ha come la sensazione di vedere apparire all'improvviso, come fantasmi, aerei pronti all'atterraggio.
                                                                                                                                                         

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