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SERGIO FIORENTINI, LA VOCE DELL’ANIMA


Per tutti - compreso il sottoscritto - è rimasto semplicemente Alfio Cacciapuoti, il brigadiere ironico, intelligente e riflessivo braccio destro del “maresciallo d’Italia” Gigi Proietti. Ma relegare Sergio Fiorentini nel campo degli attori di una serie di grande successo (e ottima fattura) della Rai sarebbe riduttivo e ingiusto. In primo luogo perché quello di Cacciapuoti non fu il suo unico ruolo televisivo, partendo dai gloriosi sceneggiati per arrivare alle moderne fiction. In secondo luogo perché la principale qualità di Sergio Fiorentini non era l’aspetto esteriore, per quanto fosse un un uomo elegante e di un certo fascino, ma quello interiore. 





La sua voce calda, profonda, arrochita dal fumo, continua ancora a ronzarci nelle orecchie. Era quello il suo dono più grande. E infatti, Sergio Fiorentini è stato prima di tutto un grande doppiatore. Ha prestato la sua voce a star internazionali come Gene Hackman, Charles Durning e Mel Brooks e a diversi attori italiani, come Bud Spencer. Una voce indimenticabile spesso data a volti di dubbio gusto in pellicole di genere come i poliziotteschi o i film d’inchiesta, in cui Fiorentini recitò spesso anche come attore. Una carriera lunga, che agli esordi lo ha visto anche esibirsi in teatro. Una carriera vissuta sempre con un profilo basso, senza la mania di apparire ad ogni costo, vivendo il suo come fosse un mestiere qualunque. Anche se si trattava di regalare emozioni, prestando le proprie “corde” ad attori di grande pregio, oppure qualche risata bonaria, come nei panni del sottufficiale dalla memoria di ferro che veniva sempre in aiuto al suo maresciallo nella risoluzione di casi spinosi. Ebbene sì, forse Sergio Fiorentini in quel ruolo ci è rimasto davvero imprigionato, e a novant’anni dalla sua nascita e a quasi dieci dalla scomparsa viene naturale ricordarlo anche per quello. Ma il motivo è che quel piccolo ruolo televisivo era interpretato con l’anima prima che con la testa, seguendo un copione scritto. E se la voce era lo specchio della sua "anima", ecco che tutto torna. 

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